Il Centro: un’intuizione innovativa per la difesa della biodiversità
Al centro di un antico territorio viticolo a lungo dimenticato e pertanto prezioso custode di tradizioni, vitigni e bellezze peculiari, Saluzzo si candida, con il Centro per le Rarità Ampelografiche Cuneesi “Giuseppe di Rovasenda”, a diventare il punto di riferimento per la divulgazione dei risultati in campo ampelografico e la difesa della cultura della biodiversità proprio della viticoltura cuneese. La tendenza degli ultimi anni a riscoprire i vitigni autoctoni riguarda sempre più il mondo scientifico, giornalistico, così come le istituzioni stesse, che manifestano ormai interesse e sensibilità per la difesa delle biodiversità e delle rarità ampelografiche. Una tendenza che ha portato a tutelare e conservare cultivar viticole autoctone in particolare nella Provincia di Cuneo e nel Saluzzese, dove esiste un enorme potenziale, concentrato in vitigni talora a rischio di sopravvivenza, che tenacia di pochi viticoltori ha conservato dall’estinzione.
Il Centro per le Rarità Ampelografiche Cuneesi “Giuseppe di Rovasenda” ha dunque una duplice fondamentale funzione; non solo diventare spazio pubblico per l’incontro tra soggetti istituzionali sulla scena enoica e singoli interlocutori e professionisti del settore, ma anche dare a viti dal nome sconosciuto una casa dove ospitare tavole rotonde, conferenze e incontri di formazione, per trarre le rarità ampelografiche cuneesi fuori dalla nicchia della curiosità e consegnarle alla cultura enoica del territorio.
Saluzzo al centro della ricerca ampelografica
La scelta di stabilire a Saluzzo la sede di un’istituzione come il Centro per le Rarità Ampelografiche Cuneesi è legata all’alta concentrazione di rarità ampelografiche nei vigneti delle valli saluzzesi: un fenomeno di conservazione dovuto al fatto che, in quest’area pedemontana, la viticoltura non ha conosciuto uno sviluppo abnorme determinato dal successo commerciale delle proprio produzioni, come avvenuto in altri areali della provincia (dove la richiesta di mercato ha determinato radicali interventi sulle vigne, a favore di una concentrazione del numero di cultivar presenti). Inoltre Saluzzo rappresenta il punto di contatto tra il territorio della DOC Colline Saluzzesi e quello della DOC Pinerolese, due tra le più ricche di vitigni rari dell’intero Piemonte.
Infine, lo stretto legame tra l’Istituzione e il Saluzzese è testimoniato dall’intitolazione del Centro al Conte Giuseppe di Rovasenda, autore de Saggio di un’Ampelografia Universale (1877), nativo di Verzuolo (a pochi passi da Saluzzo) e riconosciuto come il più autorevole ampelografo del XIX secolo. L’intitolazione rappresenta quindi un importante atto di riconoscimento della sua monumentale opera scientifica, da cui ancora oggi non è possibile prescindere nel campo della ricerca ampelografica.
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